sabato 7 giugno 2008

Drugo al parco

Il ragazzo, avrà avuto si e no tredici anni, giocava con gli amichetti a palla ad una cinquantina di metri dal grande albero sotto il quale io stavo schiacciando placidamente un sonnellino; sentivo le loro grida di gioia, i canti variegati degli uccelli. Era un caldo pomeriggio di Luglio ed il calore mi investiva ad ondate nonostante la relativa frescura procuratami dall'ombra.
Ero così assorto nel
nulla mentale immerso nel luogo dove mi trovavo e pensavo vagamente ad uno scritto che avevo letto da ragazzo chissà dove, che diceva che la frequenza naturale degli esseri viventi e del creato, la frequenza della pace e della serenità è intorno ai 40 Hz.
In quel momento sentivo di essere in si
ntonia con il resto intorno a me e 40 Hz era sicuramente la mia frequenza, piena piena.
Ad un certo punto notai, a live
llo inconscio probabilmente poiché stavo sonnecchiando, di non udire più rumore di calci al pallone e grida di bimbi in preda ad euforia agonistica. Incuriosito aprii gli occhi e guardai dritto dove avevo prima visto agitarsi i pargoletti.
Alzai la testa ed una goccia di sudore mi scese sugli occhi, mi stropicciai gli occhi, tirai indietro i lunghi capelli, ed invece della chiassosa orda di giovani mi trovai di fronte il ragazzo con il pallone in mano che a non più di due metri da me stava dritto in piedi, silenzioso (con il respiro calmo e per nulla sudato).
"Ciao" dissi "...da quanto tempo sei li a guardarmi?".
Il ragazzo non rispose e mi continuò a guardare fisso. Aveva corti capelli neri un corpo proporzionato alla sua età un viso dai lineamenti dolci e direi signorili ; due occhi azzurri quasi di ghiaccio spiccavano.
Aveva uno sguardo serio e nessun accenno di sorriso traspariva sul suo volto.
Dovevo aver dormito più di quello che credevo (immerso nei miei 40 Hz) per non essermi accorto di nulla.
Quel tipo però non trasmetteva frequenze in sintonia con la mia e quella del bosco,
non viaggiava sicuramente a 40 Hz.
"Affari suoi" pensai e mi sdraiai nuovamente legando i capelli a coda in modo da non sudare troppo con tutte le intenzioni di riprendere la pennichella.
"Beh...io mi rimetto a dormire eh..tu rimani pure lì se ti fa piacere ok?" Non mi aspettavo risposte e non ce ne furono. Passò un tempo indefinito durante il quale sentivo solo gli uccelli ed il sinistro ma piacevole rumore degli alberi quando il legno scricchiola (che non avevo mai capito se si trattasse veramente dello scricchiolare del legno sotto il vento oppure del canto di una razza di uccello a me sconosciuta). "...Ma perché quante razze di uccelli conosci poi tu?... " pensai dormibondo.
Sognai di essere in un animato cantiere dove si lavorava ad una grande opera che poi si trasformava in una scuola dalla quale uscivano m
olti giovani adolescenti che mi circondavano di attenzioni e festeggiamenti, soprattutto delle graziose teen agers delle quali nel sogno mi stavo già invaghendo. Mi attiravano le esili spalle scoperte, i piccoli seni accennnati sotto le shirt, che scoprivano anche i ventri piatti, le gambe magre e le forme dei piedi evidenziate da graziosi calzini colorati.
Un ragazzo si avvicinò serioso a me facendosi largo tra le graziose figliole e cominciò a ripetere piano un qualcosa che non udivo bene tale era lo schiamazzo che facevano le pollastrelle. "Cosa stai dicendo...che vuoi? Non vedi che ho da fare?" allora lui alzò la voce e disse forte e chiaro "Signore mi sa dire cos'é DIO?"
Mi sentii colpire alla gamba da quello che doveva essere un piccolo calcetto e mi
svegliai svanendo dalla vista di tutte quelle interessanti ragazzine.
Il ragazzo con il pallone in mano era ancora lì fermo, immobile. Mi guardò spazientito e disse "Allora?...mi sa dire cos'é DIO?"
Inebetito mi tirai su a sedere spalle al tronco e guardai il ragazzo; il sudore mi colava dalla fronte ed allora
usai la lunga camicia per asciugarmi il viso.
"Insomma cos'é che vuoi?....sapere cos'é Dio?...Beh...insomma...ragazzo...non hai una parrocchia o qualcosa di simile dove andare a chiedere queste cose ad un prete...si insomma una persona competente...." - me
ntre parlavo avevo già aperto lo zaino e afferrato al suo interno il termos con dentro il mio inseparabile "White Russian" ben ghiacciato e lo stavo sorseggiando mentre il tizio continuava a guardarmi fisso col suo pallone ben stretto sotto l'ascella.
"Preferisco sentire il suo parere ...signore." Ruppe il silenzio.
Sorseggiando ancora del White Russian risposi - "Ahh...behh..si...in effetti non è un problema che mi pongo spesso questo sai ragazzo...penso a cose più terrene...badare alla casa...fare la spesa...ritirare il sussidio di disoccupazione...si ...ehhmm e poi c'è il mio cane...Iena."
"Lei non lavora signore?" - disse con tono stupito quasi redarguendomi. "Mio nonno dice sempre che il lav
oro nobilita l'uomo"
"ehmm...si l'
ho già sentita questa." - risposi mentre mi scioglievo i capelli e mi stiracchiavo i muscoli. "D'altronde se stessi lavorando...ahhhm...non potrei essere qui a riposare sotto un albero e tu non avresti avuto l'occasione di svegliarmi per pormi ...ehmmm..questo quesito così importante per te a giudicare dalla tua....ehmm ...si dico...insistenza...non ti pare?"
Continuava a squadrarmi sempre dall'alto in basso, imperturbabile come una sfinge, ma più severo.
"Ehmm...allora senti, visto che non so perché ma sento che... si insomma ...non tornerai a casa prima di avermi estorto un pensiero al riguardo, ascolta bene quello che dirò perché non lo ripeterò. Parola del DRUGO: Dio è ogni cosa animata e non animata dell'intero universo; Dio sono io, sei Tu è quest'albero che ci fa ombra ed il pallone che tieni stretto; Dio
è tutti gli animali, tutti i mari, tutti i fiumi e le montagne su questo pianeta e su tutti i pianeti esistenti; Dio è il sole e tutte le stelle e galassie nell'infinito universo...Ti Basta come risposta?"
Il ragazzo non smosse un muscolo cosa che cominciò seriamente a darmi nervi...da dove cazzo saltava fuori questo nano
teologo petulante e soprattutto perché non passava il tempo a guardare giornali porno e masturbarsi come tutti quelli sani di mente della sua età?
Con un tono di superiorità e gravità nel tono della voce finalmente disse: "Vedo che il suo pensiero in materia è orientato piuttosto verso il panteismo o meglio dire panpsichismo...spesso però questo tipo di filosofia secondo me rischia di sconfinare nel nichilismo" - Rimasi a bocca aperta a sentirlo parlare "...Si...in effetti ...ehmmm
...si potrebbe dire esattamente così ...anzi direi senz'altro... ahhmm..si che hai centrato il tiro ragazzo..." - Non avevo mai sentito prima quei termini in vita mia ma capire che il mio pensiero, espresso così di getto in un pomeriggio di luglio di fronte ad un moccioso cocciuto, era già stato catalogato da filosofi e teologi, da una parte mi rese orgoglioso e dall'altra mi innervosì ancor di più.
Il ragazz
o, ispirato proseguì: "Io invece credo nel Dio del Cristianesimo Uno e Trino, una Sostanza in tre Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo. Il Padre e il Figlio, l'Essere e il Pensiero sono in una reciproca dimensione relazionale, di Amore, espressa proprio dallo Spirito Santo. Dio è eterno, onnipotente, onnisciente, Essere perfettissimo, Creatore dell'Universo, Provvidenza e Salvezza degli uomini, creature poste al vertice dell'ordine del creato."
Sorseggiavo il mio White Russian che per poco non mi andò di traverso. Sempre a bocca aperta osservavo il ragazzo che terminata la sua esposizione mi osservava fiero. In quel momento mi ricordava il bambino demone che avevo visto da ragazzo nel fim "La maledizione di Damien".
Ripresomi dallo shock mi alzai proprio mentre provvidenzialmente si faceva avanti dalla boscaglia Iena, il mio cane che nel frattempo aveva vagato per tutto il bosco dandosi molto da fare col naso e spargendo piccoli spruzzi di urina (insesauribile) su decine di tronchi di albero.
"Bene ragazzo...p
iuttosto non ti ho chiesto come ti chiami.." - "Damien" - rispose secco. Un brivido mi percorse la schiena. "Bene..io mi chiamo Drugo..per gli amici...che ne diresti di fare due tiri a pallone insieme a Iena?"
- "Vi dò il pallone, io ho già giocato...vi guardo."
Per alleggerire la tensione creatasi dai discorsi e dalle fantasie e ricordi di infanzia comincia a correre dietro la palla inseguito festosamente da Iena che con la sua mole robusta (lo chiamo cinghialetto) rischiò più volte di farmi ruzzolare per terra. Ogni tanto buttavo l'occhio a Damien che si era messo seduto ai piedi del tronco esattamente dove ero io prima e ci
osservava con un sorriso appena accennato e con i suoi occhi di ghiaccio.
Iena abbaiava festoso ed inseguiva il pallone ma cominciò a prendersela con la manica della mia camicia tirandola e ringhiando per gioco (il preferito). Puntava in avanti le z
ampe anteriori sollevando il sedere in alto e ringhiando mi sfidava ad acchiapparlo. Non c'è nessuno come Iena. Ad un tratto lo vidi che puntava fisso la sguardo in direzione di Damien con le orecchie dritte, come quando avvista qualche lepre o gatto.
Mi girai e dapprincipio quello che vidi non mi sembrò affatto strano; Damien stava pisciando contro l'albero. Ma poi guardando meglio vidi che stava pisciando esattamente sul mio zaino con dentro la colazione ed il termos col White Russian.
"Ma che cazzo fai?" - urlai rivolto verso di lui. Lui si girò con un sorriso beffardo e rispose :
"Piscio sullo zaino del panteista, panpschista, nichilista...disoccupato!"
In un attimo ero dietro di lui, lo afferrai forte per l'orecchio sinistro e tirandolo fino a quasi sollevarlo da terra gli dissi: "Razza di essere disturbato...ma non cel'hai una casa?" e tiravo sempre di più l'orecchio che stava diventando rosso. Mentre tiravo puntavo lo sguardo sulla sua test
a e fra i rasi capelli corti avevo il timore di vedervi apparire i tre sei.
"Perché non vai a scassare i coglioni a mamma o papà? Dio ha prescelto te per venirmi a rovinare la giornata?"
"Mi fai male...ti prego...smettila..ahiaaaaaaaaaaa!" - era ridiventato un ragazzino tredicenne e frignava anche perché in quel momento i suoi piedi non toccavano effettivamente terra. Mollai la presa. Prese il pallone di corsa e continuando a piangere si allontanò gridando: "Te ne pentirai....vedrai..lo dico alla mamma!!".
Lo vidi sparire saltellando e correndo; ogni tanto perdeva il pallone e si fermava a raccoglierlo. Mi pare che ad un certo punto si fermò girandosi e alzando il dito medio verso di me.
Iena era fermo seduto al mio fianco ed insieme scrutavamo quell'essere sempre più piccolo sparire dietro una collinetta. Inforcai gli inseparabili occhiali da sole e rimasi li a godermi finalmente
il silenzio del bosco, poiché si andava facendo scuro.
Mi sdraiai sul tappeto erboso per ammirare dal basso la volta creata sopra di me dai rami degli alberi che si intrecciavano senza soluzione; le mani dietro la nuca cominciai a fumare una cannetta che avevo in tasca; lo stordimento mi prese ed un piacevole giramento di testa mi fuse con il bosco intero; tutto intorno a me viaggiava a 40 Hz. Anche la frequenza della marijuana doveva essere molto vicina a 40 Hz, pensai.
Era ora di ritirarsi con Iena a casa è così aprii gli occhi per alzarmi. Non vidi più le fronde degli al
beri ma una donna molto elegante capelli rossi con gli occhi verdialta (e non solo perché era in piedi di fronte a me). Quello sguardo di ghiaccio mi fu familiare.
"Ahhmm..Qualcosa mi dice ...si..dico...lei è per caso la madre di Damien?"
"Eccome se lo sono! E lei deve essere quello spiantato che ha molestato mio figlio! Mi dia subito dei documenti...mi servono per la denuncia che farò alla polizia!"
"Beh..ahmm...vede signora ...si...dico..in effetti io non ho documenti con me....le molestie le ho subite io da quel demone ed in quanto allo spiantato ..beh...io almeno non piscio sulla proprietà altrui...e suo figlio lo farei uscire un po di più con qualcuno sveglio...mi sembra un pò disturbato..."
La rossa di ghiaccio divenne paonazza e mi sferrò un calcio con la punta della scarpa sullo stinco.
Vidi le stelle ed i 40 Hz andarono a farsi fottere. "Ma che cazzo..."
Con le gambe ancora stese feci uno sgambetto alla lady che ruzzolò a terra dritta davanti a me e quando fu a tiro le sferrai uno schiaffo che schioccò nel silenzio del bosco e le fece girare la testa di oltre 90°. "E' una tara di famiglia la vostra...dovreste farvi vedere da un buon strizzacervelli" - le urlai in faccia.
La tipa era furiosa e incredula e con il viso a pochi centimetri dal mio; vista da vicino non era affatto male, notai le lunghe gambe affusolate e sotto la camicia stropicciata dalla caduta, il suo seno sodo. Lei vide che avevo buttato lo sguardo proprio lì e pensai : "Adesso mi sputa in faccia...pisciarmi addosso da qui è impossibile".
Lei invece per tutta risposta mi si fiondò addosso e mi ficcò la lingua dritta in bocca; mi baciava come impazzita e faceva roteare la lingua intorno alla mia che rispondeva incredula ma docile al sapore vellutato e di fuoco del suo bacio. Non sazia prese ad abbracciarmi e puntò con le mani dritta dentro le mie mutande dove trovò esattamente quello che si aspettava e augurava. La lingua non era l'unica parte di me a rispondere prontamente a certi stimoli.
Dopo una decina di minuti di queste reciproche perquisizioni corporali, lei si staccò da me.
"Voglio farmi scopare da te...bastardo..." - a parte il "bastardo" che fu l'unica offesa del giorno a non suonarmi stonata, le risposi. "Si ...ehmm...signora ...ne possiamo parlare anche qui nel bosco...siii...in effetti non manca niente qui..si dico dietro quelle siepi...non c'è più nessuno in giro..ahmm...è quasi buio..direi che..."
"Ascolta Drugo o come diavolo ti chiami...io non sono mica una puttana..sono una signora!" - mi interruppe. Prese un biglietto dalla borsetta e me lo ficcò nel taschino.
"Chiamami domani...mio marito stasera parte per l'europa e mio figlio il pomeriggio è sempre impegnato con le lezioni di pianoforte...così potremo chiudere la questione...ti voglio spompinare nella mia vasca idromassaggio!"
Detto questo si alzò, si ricompose brevemente e si allontanò nella quasi oscurità che era calata.
Mi alzai, Iena era ricomparso seduto al mio fianco ed insieme attoniti guardammo sparire dalla nostra vista la timida madre di Damien.
"Eh si...Iena...abbiamo a che fare con una signora...ehmm non trattasi mica di una puttana eh?...andiamo a casa..prima che arrivi qualche altro parente..."
Andai a recuperare lo zaino ma Iena che mi aveva preceduto mise la ciliegina sulla giornata. Forse infastidito dall'odore della straniera minzione decise di affermare la proprietà dello zaino aggiungendo la sua pisciatina all'ormai zuppo e provato zainetto.
"Iena...che cazz..." - alzai gli occhiali da sole sulla fronte, legai i capelli, recuperai l'unica cosa ancora utilizzabile dallo zaino...asciugai tracce di urina dal termos con il bordo della camicia e quindi scolai quello che rimaneva dell'ottimo "White Russian". "MMMMMHHHHMMMM".

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