giovedì 25 dicembre 2008

3.4 secondi

Lui era diverso.

Aveva sempre dimostrato un carattere diverso da quello della media degli altri Dei.
A differenza degli altri a lui piacevano i giochi più strani e meno consueti.
Gli altri passavano intere ere a giocare con i mondi ed i sistemi solari,
osservandone la formazione, le rivoluzione dei pianeti, la vita delle stelle.
Lui trovava questi giochi noiosi e ripetitivi.

Ben presto si rese conto che nessuno degli dei anche maggiori aveva mai creato un unidiverso (universo-diverso).
Aveva cominciato a covare un desiderio sempre crescente di fare una cosa diversa per la quale sarebbe stato ricordato nell'albo degli dei.
Ma come fare? E cosa fare?
Aveva un amico dio che pur essendogli molto legato da sentimenti di amicizia, nutriva per lui una grande e non sempre ben celata invidia.

Forse perché più di altri intuiva le sue grandi potenzialità e originalità di pensiero.

Passavano insieme interi secoli a discettare su universi e creazione.
Il suo amico era un cultore della meccanica celeste e del perfettissimo movimento di galassie, stelle e pianeti.
Era un maestro nella creazione di nuovi universi e si crogiolava nell'osservazione della meccanica-fisica delle galassie.

Lui per contro, a dispetto di tutte le sue potenzialità, non aveva mai creato nulla perché sosteneva e pensava che non valesse la pena di creare sempre le stesse cose, già fatte e perfezionate dagli alri dei nel corso dei miliardi di anni.


Negli ambienti accademici degli dei era ormai considerato come un talento inespresso e un pò pigro, che aveva consumato i suoi millenni migliori a pensare e filosofeggiare troppo, invece di darsi al perfezionamento delle tecniche creazionistiche.

Trascorse alcuni milioni di anni di profonda depressione; non frequentava più quasi nessuno e anche quando il suo amico lo andava a trovare cercando di spronarlo, da ciò non traeva nessun conforto ed anzi si sentiva sempre più lontano e isolato.

Neppure il suo amico si fece più vivo e si scordò di lui.

Fu dimenticato da tutti e trascorse in questa condizione 45 miliardi di anni.

La sua coscienza era così depressa dalla sua condizione di inutilità.

Quel giorno tutto successe in poche frazioni di secondo; il suo animo fu sconvolto improvvisamente da milioni di senzazioni mai provate in precedenza da nessun altro dio...ma che noi umani conosciamo così bene oggi.

Fece un sogno che durò appena 1,5 secondi. In questo sogno vide cose stupende; sui pianeti di roccie e gas si muovevano e vivevano esseri animali e piante di milioni di specie. Vivevano ,si dibbattevano per nutrirsi ,si amavano, si odiavano.
Sopratutto ciò che sconvolse e illuminò la sua mente fu vedere queste creature morire...cessare di esistere.

IMPENSABILE: esseri dotati di coscienza, ma fragili e deboli; che conducevano la loro breve esistenza fino alla morte; ma era proprio la morte ciò che rendeva possibile tutto quello splendore di mondo...quel brulichio di anime diverse.

La trasformazione ed il mutamento delle specie viventi accompagnava e seguiva le mutazioni dei pianeti.

Nei successivi 1,5 secondi capì che era questo che aveva sempre voluto creare pur non rendendosene conto.

Quello che successe nei successivi 4 decimi di secondo è leggenda...io sono qui a narrare grazie a quei 4 ultimi decimi di secondo di vita di Dio.

Tutti gli dei furono annientati e spazzati via dall'onda d'urto del suo pensiero.

Dall'eternità esistevano e per l'eternità non sarebbero più esistiti.


Con essi sparirono e si dissolsero anche tutti gli universi da loro creati...in un decimo di secondo.



Dio esplose.


Oggi Lui è ovunque, in ogni atomo o quark di universo. In quelle ultime frazioni di vita si rese conto che l'unico modo per realizzare il suo sogno era quello di sacrificare la sua esistenza divina per diventare lui stesso quell'universo che aveva sognato.

venerdì 12 dicembre 2008

PREGHIERINA DI NATALE


Caro Bambino Gesù,
se ti scrivo è perché non se ne può più.

Un antefatto ti voglio narrare
anche se son sicuro che tu non puoi non sapere.

La crisi del bel paese è ormai di estrema gravità
ma tutto iniziò nei novanta quando ci colpì una grossa calamità.

Arcore fù l'epicentro di questa disgrazia
ma presto il danno si propagò come immondizia.

Fu così che nella nostra bella terra di mezzo

cominciò a spargersi un tremendo fetore...che dico...puzzo.


Il Cavaliere affascinava la massa e avanzava immantinente

tutto tronfio cavalcava col suo fare strafottente.


Leggi e decreti fatti a misura

per garantire affari e sfuggire galera.


I suoi nemici, pochi e divisi in verità,

nulla poterono per fato e soprattutto incapacità.


Il popolo imminchionito viveva in questa democrazia

fatta di proclami e battute al di là dell'idiozia.


Certo qualcuno faceva notare con garbo e misura

che in fondo in fondo non ci facevamo una bella figura


Ma amici potenti aveva al di la dei confini

anche se spesso eran di lui più cretini.


Ormai son venti gli anni trascorsi

tra proclami ,litigi e tanti discorsi
.

Sostiene che il bene del popolo e dell'Italia è premura sua

anche se è chiaro a tutti che se proccupa solo dei cazzi sua.


La soluzione per uscire dalla crisi e dai guai

sarebbe quella di farti spendere quattrini che non hai.


E a chi quasi muore di fame e stenti

lui tende la mano con quaranta euro al mese fetenti.


L'antefatto è questo Bambino Gesù

ma non voglio tediarti più.

Vengo solerte alla richiesta della prece
prima che tu mi finisca in croce.


In un mondo pieno di mali di ogni sorta e natura

potresti interceder col BABBO per adeguata contromisura.


Ormai settantadue son gli anni del cavaliere

anche se a lui spuntano adesso le capigliature.


Di bene na ha fatto a sufficienza sulle italiche sponde, province e regioni

...Adesso non potreste con garbo levarcelo dai coglioni!?!?!


Fiducioso Vs intervento e in attesa di gentile riscontro

porgo distinti saluti a Te e al BABBO.