lunedì 9 giugno 2008

il calcagno della memoria

supero il mezzo secolo in comunione con questa carcassa,
un senso di insofferenza agita la giornata,
rendendomi inquieto e non in grado di oziare,
insofferente ai ricordi che come le calze
calano scoprendo il calcagno della memoria,
ingombrante, invadente, il passato si spalma sul presente
smascherando l’illusione che è il tempo…
la coperta di lana sui piedi, disturba il sacro senso del tatto
ormai perentorio nel suo pretendere il piacere,
come quando affondo i pollici nelle due fossette
con le quali la fanciulla orna la schiena

Il senso di irrequietezza mi assale fino al conato
A liberarmi della prigione di emozioni che tento di ritrovare ma trovo appassite,
secche come chiodi di garofano.
proiettili di cecchini esperti ed implacabili
le delusioni mi squartano l’anima….
Poi per incanto appaiono le rondini
e il loro volo disegna la via sul celeste cielo di Aprile,
Cielo della continua rinascita,
cielo dei cieli infiniti.

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