La notte tempestosa accompagnava il viaggio ed i pensieri non meno tempestosi di Mr. Trouble.
A bordo della sua porche stava tornando verso la lussuossa villa immersa nel bosco dove ad attenderlo c'era la sua famiglia.
La moglie alcolista cronica insoddisfatta della sua vita con lui, della sua vita senza di lui ...della sua vita.
La figlia diciasettenne che per noia aveva preso a partecipare a films porno dai quali ricavava un discreto introito in denaro. Mr Trouble aveva avuto la sorte di vederla in azione in una funambolica ripresa impegnata con tre giovanotti, durante una seratina passata con amici a giocare a carte e a proiettare il consueto porno, dove la presenza di teenagers rappresentava fattore cogente.
Eppure Mr. Trouble aveva accumulato una discreta fortuna con il suo lavoro, nel quale era anche stimato, fortuna che avrebbe voluto dividere con la classica famigliola american style.
Ma la vita non riserva mai quello che ti aspetti; in effetti Mr Trouble stava facendo ritorno da Seattle dove nel centro oncologico dell'ospedale cittadino, uno specialista in camice bianco gli aveva, dopo attenti esami clinici, diagnosticato un tumore al cervello in stadio avanzato dandogli una prospettiva di vita variabile tra i due mesi e un anno, attenendosi ad uno scrupoloso ciclo di chemioterapia.
53 anni e la sua vita stava per finire, e la cosa assurda è che si sentiva in un certo senso sollevato; negli ultimi anni la vita gli era sfilata via come la proiezione di un film che sembra promettere bene e poi ti delude sempre più fino a farti venire la voglia di alzarti ed andartene a prendere una boccata d'aria.
Il lavoro lo avrebbe perso presto ed ora stava tornando dalla sua amata mogliettina ad attenderlo con un doppio malto in mano per dirle che si poteva forse godere i frutti della sua assicurazione sulla vita. Quanto alla figlia avrebbe deciso come meglio passare il suo tempo, se a studiare per farsi una posizione oppure semplicemente continuare a cambiare posizioni nella vita.
La radio passò alle notizie meteo ricordando che il fronte della perturbazione si andava attenuando sul settore ovest e dava condizioni di tempo moderatamente perturbato nella zona che stava attraversando Mr. Trouble.
In realtà la tempesta si stava abbattendo furiosa; lampi e tuoni simultanei ogni 10 secondi rischiaravano la notte e davano un profilo sinistro al bosco attraversato dalla provinciale; ad ogni lampo sembrava che il bosco si stringesse sulla strada come a limitarne la carreggiata;
tutto ciò cominciò ad apparire surreale a Mr. Trouble; la pioggia che sembrava voler sfondare il parabrezza, il segnale radio si perse per lasciar spazio ad un fruscio che fu messo a tacere quasi subito.
Le angoscie di Mr.Trouble si stavano facendo sopraffare dal potente fenomeno naturale che lo stordiva e lo pareva condurre in un mondo dai contorni sfumati. La strada era poco visibile, la pioggia ed il movimento del tergicristallo sortivano un effetto ipnotico e sedativo (dovuto anche alle 25 gocccie di en che aveva preso una volta uscito dallo studio dell'oncologo). Le sagome degli imponenti alberi abbagliate dai fulmini avrebbero inquietato ma a lui davano un senso di protezione e ulteriore rilassamento.
Pacifico e sereno Daniel Trouble cominciò a canticchiare un motivetto dei doors ..."riders on the storm..." tuono "...Into this house were born..." "...Into this world were thrown..." TUONO "...Riders on the storm..." "....Theres a killer on the road..." "...If ya give this man a ride Sweet memory will die... Killer on the road, yeah...."
Un lampo sembrò rischiarare il profilo di un animale (un lupo) al bordo della strada al limitare del bosco a poche centinaia di metri dalla vettura di Daniel. "...Theres a killer on the road.." canticchiava il motivetto dei doors.
Daniel istintavamente rallentò incuriosito. Stava cercando di sbirciare nel buio e nella pioggia. Sicuramente si trattava solo di di una curiosa piega di un tronco di albero segato. Un altro improvviso lampo fece luce su un lupo bianco a non più di una decina di metri dalla sua vettura. Gli occhi lampeggiarono come un flash e la bestia rimase calma a seguire con lo sguardo il conducente dello strano veicolo, senza fuggire o reagire nervosamente.
Daniel fermò la macchina e rimase a guardare il lupo del quale anche nel buio e fra la pioggia distingueva il corpo; ogni tanto roteava il capo leggermente come a valutare lo scarso traffico stradale del giorno, ma poi tornava a guardare in direzione di Daniel. Un altro lampo lo illuminò perfettamente; era una bella bestia robusta e bianca; il muso esprimeva un senso di tranquilllità e della ferocia prevista dall'immaginario umano non vi era traccia;
"Vieni con me nel bosco..." - Giunse chiaro il messagio telepatico a Daniel che non rimase sorpreso più di tanto; d'altronde l'animale sembrava stesse aspettando proprio lui li fermo sotto la bufera.
"Dove mi porti?" - "Ti offro una nuova vita...tu sei stanco della tua...seguimi."
"Forse ho esagerato con le gocce" - pensò Daniel al quale però la situazione sembrava affascinante ed inoltre nei confronti dell'animale nutriva un'istintiva fiducia.
L'animale si girò lentamente e si avviò nel bosco. "Aspettami" - "Seguimi non c'è tempo da perdere....loro aspettano." - "Chi sono loro?" - "Ti daranno una nuova vita".
Il dialogo telepatico proseguì anche mentre Daniel senza accorgersene era sceso dalla macchina e si inoltrava nel bosco seguendo a poche decine di passi il lupo.
Gli abiti erano ormai zuppi fradici nonostante l'imponente copertura degli alberi attenuasse la pioggia.
"Fa freddo" - "Non temere tra poco saremo da loro...togli i tuoi abiti umani...non ti servirannno più" - "Ma fa freddo!" - "Appena li toglierai non sentirai più freddo...la pioggia ti scalderà"
Si tolse gli abiti mentre avanzava fino a rimanere completamente nudo. "E' vero non sento più freddo...la pioggia è calda"
Nella porche rimasta in moto il termometro indicante la temperatura esterna indicava +2 °C.
La radio riprese a funzionare e ad un pubblico invisibile ad annunciare che la perturbazione si stava ormai trasferendo nel settore orientale lontano da li.
"E' molto lontano ancora?" - "Dobbiamo camminare ancora per un pò".
Iniziò a nevicare mentre ancora tuonava. Fiocchi di neve grossi e lenti come le belle nevicate di natale della sua infanzia. "Solo che adesso è solo ottobre" - pensò Daniel.
IL bosco si andava imbiancando ed Il Lupo e Daniel avanzarono lentamente nel bosco per un tempo indefinito. Il corpo nudo di Daniel si era ormai coperto di 5-10 cm di neve.
Avanzava sempre più lentamente, tremando di freddo e sentiva che stava perdendo le forze.
"Ancora uno sforzo Daniel" - "Si ti seguo...". Raggiunsero alla fine una piccoa radura dove gli alberi si diradavano. Il Lupo si fermò ed anche Daniel ormai stremato che non sentiva più le gambe e le braccia, si sedette al centro della radura.
"Mi sento sempre più debole" - "Non avere paura di niente...stai tranquillo...guarda gli alberi come sono immobili e tranquilli...senti la pace di questo posto...stanno arrivando..."
Daniel si rese conto che stava per perdere i sensi, non sentiva più il suo corpo ed aveva dentro un senso di spossatezza e tranquillità allo stesso tempo.
Dal bosco si fecero avanti 6 lupi tranquillamente apparendo tra la neve come in un sogno in dissolvenza. "Eccoli sono arrivati!" - "Sto morendo...non sento quasi più il corpo la mente... "
"Cosa provi in questo momento Daniel?" - "Pace...serenità..." - "E' sempre così...voi umani avete paura della morte perché non la concepite come un passaggio...quello che è"
"Mi mangerete vero?" - "Non ci nutriamo da settimane Daniel e la tua nuova vita sarà in noi...passerai la tua vita a noi ...e questa sarà la tua nuova vita..."
Daniel negli ultimi istanti di lucidità vide avvicinarsi lentamente i lupi e tese le mani con le ultime forze. Si rese conto che non era per difendersi che lo faceva ma per toccare e accarezzare quegli stupendi esseri. I lupi gli si fecero attorno e per qualche minuto si fecero accarezzare. Qualcuno di loro leccò le mani di Daniel che poté avvertire il calore di quei corpi attorno a se prima di esalare lultimo respiro rimanendo con un lieve sorriso congelato sul viso e gli occhi sbarrati.
Al mattino dopo nella piccola radura non rimaneva nulla se non qualche piccola zona di neve rossa. Daniel era con i lupi ora nel bosco sconfinato e imbiancato dalla imponente nevicata notturna. Nulla era rimasto, ossa, carne, organi, anche il tumore che lo avrebbe portato via a breve , tutto fu nutrimento per loro.
Daniel e la moglie un giorno avevano dato la vita alla figlia, ed ora lui aveva passato la sua a questi esseri.
Da milioni di anni la vita e l'anima si passano agli altri come un testimone in una corsa. Tutti, dal più piccolo battere alla più grande balena, tutti partecipano a questa corsa. Questo Daniel aveva capito negli ultimi istanti di vita.
"Ma è una corsa verso che cosa?...." Il pensiero gli era rimasto congelato nel cervello.
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